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giovedì 7 agosto 2008

Casta Argentina e casta Italiana: impressionanti analogie

QUesto video mostra FINO DOVE LA CASTA PUO PORTARE UN POPOLO DI sprovveduti.
Anche li la sinistra ha svenduto la sua gente.


DIARIO DEL SACCHEGGIO PARTE 1

DIARIO DEL SACCHEGGIO PARTE 2

DIARIO DEL SACCHEGGIO PARTE 3

DIARIO DEL SACCHEGGIO PARTE 4

DIARIO DEL SACCHEGGIO PARTE 5

sabato 12 luglio 2008

CAMPANIA/ CASERTA,SPENDE AL CASINO' 500MILA EURO NON SUOI: ARRESTATO

Roma, 12 lug. (Apcom) - Si appropria indebitamente di almeno 530 mila euro da patrimoni di società sottoposte a sequestro e li spende in famosi casinò, Venezia, Cannes e Montecarlo: arrestato dalla polizia giudiziaria della procura della repubblica Santa Maria Capua Vetere (Caserta) si difende adducendo una presunta patologia che lo spingerebbe irrefrenabilmente a giocare ai tavoli verdi, spinto da una incontrollabile pulsione.

Fose l'uomo, C.L., classe 1964, commercialista di Napoli, avrebbe fatto bene a leggere l'amara vicenda del protagonista de 'Il giocatore' di Fedor Dostoevskij. I carabinieri lo hanno arrestato questa mattina: è accusato di peculato, con le aggravanti di "aver commesso il fatto abusando dei poteri inerenti le funzioni di pubblico ufficiale e di aver cagionato alle persone offese un danno patrimoniale di rilevante entità".

Tra il gennaio 2007 e l'aprile di quest'anno l'arrestato, amministratore giudiziario di beni riconducibili a società sottoposte a sequestro nell'ambito di procedure di prevenzione, si appropriava di una somma certamente superiore, per sua stessa ammissione, a 530 mila euro, spendendo i soldi nei casinò.

Era stato il titolare di una società sottoposta a sequestro a denunciare che nei conti correnti in questione non c'era più denaro. Le indagini delle forze dell'ordine hanno dimostrato che il commercialista, in un periodo di poco superiore a un anno e mezzo, aveva visitato un casinò 36 volte, giocando anche 40 mila euro a serata, per un totale di oltre 500 mila euro.

lunedì 5 maggio 2008

Giovannino Guareschi

Giovannino Guareschi è nato cento anni fa, il primo maggio. Ha venduto venti milioni di copie all’estero. Nessuno più di lui. Guareschi era soprattutto un uomo libero. Odiato dai politici di destra e di sinistra. I figli di Guareschi hanno voluto ricordarne le opere e la memoria con “Il club dei ventitrè” che ha la sua sede a Roncole Verdi. Chi è iscritto riceve periodicamente un giornale, il Fogliaccio, dedicato a Giovannino. Nell’ultimo numero i figli raccontano la sua vita. Guareschi passò due anni nei lager tedeschi per essersi rifiutato di aderire alla Repubblica di Salò. Per ricompensa i governi democristiani lo condannarono due volte. La seconda per aver pubblicato due lettere attribuite a De Gasperi che ne ipotizzavano il coinvolgimento in una richiesta di bombardamenti americani per demoralizzare i collaboratori dei tedeschi. Guareschi fu condannato a 409 giorni di carcere per non aver voluto ricorrere in appello.

Dal Fogliaccio numero 53, aprile 2008:
“Poi una domenica pomeriggio ricevette la visita di una persona che doveva consegnargli dei documenti: le fotocopie di due lettere di De Gasperi che pubblicò il 20 e il 27 gennaio 1954 con un duro commento. Nei primi giorni di febbraio De Gasperi querela nostro padre. Viene istruito il processo e, dopo due rinvii, il 13 e il 14 aprile hanno luogo la seconda e la terza udienza e il 15 aprile viene condannato a dodici mesi per diffamazione. Non ricorre in appello e il 26 maggio entra nel carcere di San Francesco di Parma, dal quale uscirà il 4 luglio 1955 (409 giorni) in libertà vigilata. Il 26 gennaio 1956 termina la libertà vigilata. Il nostro commento: nostro padre, querelato da De Gasperi con ampia facoltà di prova, consegnò al Tribunale le lettere accompagnate da una perizia calligrafica che ne attestava l’autenticità e che non venne tenuta in considerazione. Nel procedimento l’ampia facoltà di prova, in pratica, gli fu negata perché non gli furono concessi né le nuove perizie né l’ascolto di testimoni a suo favore. Sulla base delle testimonianze a favore di De Gasperi, del suo alibi morale e del suo giuramento che le lettere erano false, il Tribunale decise di aver raggiunto la “prova storica” del falso, condannandolo a un anno di carcere per diffamazione. La sentenza metteva in evidenza il fatto che, anche nel caso di una perizia grafica favorevole all’imputato, “una semplice affermazione del perito non avrebbe potuto far diventare credibile e certo ciò che obiettivamente è risultato impossibile e inverosimile”. Offeso per questa palese ingiustizia che gli aveva impedito di difendersi decise di non ricorrere in appello. Il giorno prima della scadenza del termine per la presentazione del ricorso nostro padre era nel suo studio nella casa di via Righi a Milano dove aveva terminato il lavoro settimanale del giornale e stava per portarlo in tipografia alla Rizzoli, a due passi da casa. Nostra madre che, come la solito, lo aveva seguito a Milano, saliva nel suo studio dicendogli che giù c’era Mario Scelba (presidente del Consiglio e ministro degli Interni ad interim) che desiderava parlargli. “Digli che non posso scendere perché devo finire il giornale” le disse, e così nostra madre riferiva a Scelba il quale, dopo una lunga inutile attesa di un paio d’ore, se ne andava furioso. I nostri genitori ritornano alle Roncole dove incontrano, con un paio d’ore di ritardo, Pòlden Sgavetta, il falegname di famiglia con il quale avevano un appuntamento a casa sua per il pranzo. Nostro padre spiega a Pòlden la ragione del ritardo concludendo:” Io ho continuato a camminare avanti e indietro nello studio per due ore e ho fumato due pacchetti di sigarette, ma quel… se ne è andato con le pive nel sacco. Perché” conclude “Scelba avrebbe voluto convincermi a ricorrere in appello perché sicuramente era pronta una assoluzione per insufficienza di prove”. Assoluzione che, per uno che ha la coda di paglia, poteva andare bene ma per lui, che era convinto come lo siamo noi di avere ragione in quanto le lettere erano autentiche, sarebbe stata infamante perché avrebbe lasciato su di lui l’ombra del dubbio…
Quando andavamo ai colloqui quindicinali (in carcere ndr) lui sorridente ci diceva che andava tutto bene, che tutti erano gentili con lui. Anche noi fingevamo di non avere problemi. A casa? A scuola? Tutto bene. Era una specie di gioco delle parti. Quando andavamo via, nostra madre spesso si chiudeva nella sua stanza a piangere. Mai però si sarebbe fatta vedere in lacrime da noi, per non renderci più tristi di quanto già eravamo”. I figli di Guareschi

martedì 29 aprile 2008

Grilli Nolani Live TV

lunedì 24 marzo 2008

Franco Barbato, facce nuove vecchia politica

Votantonio Votantonio Votantonio

Il "nuovo che avanza" dell'Italia dei valori a Nola, puzza di vecchio, ed ancora una volta la politica non perde l'occasione per dissilludere le persone di buona volontà che credono ancora possibile "il cambiamento".

Faccio marcia indietro, lo faccio oggi 9 aprile, a 3-4 giorni dalle elezioni, perchè "certe logiche" non fanno parte della mia "vision" della politica .

Non ho sprecato il mio tempo, per rivedere in azione le solite facce, con la solita politica dello "scambio", negata con discorsi demagogici ai quali, ahimè, ho contribuito (mea culpa).

Faccio una scelta di coerenza, perchè in politica non si è tutti uguali.

Lo faccio adesso, che forse è tardi, ma lo faccio.

L'affidamento della riorganizzazione "del partito" a Nola, sta "riciclando" lo zoccolo duro del partito di Mastella ai quali verranno affidate le sezioni, ed alla fine qualcuno di noi potrebbe ritrovarsi come segretario di sezione il referente di "tommaso" barbato nel posto in cui abita.
E' l'anticasta di questa emerita mazza. biggrin

Il quadro della disfatta di vedere finalmente della politica "pulita" è compiuto.


http://www.fgsrimini.com/de_gregorio_sergio3.jpg

Di Pietro si avvia alla seconda operazione "De Gregorio" della sua vita, ed io non ci sarò.

Passo.

Felice Iovino.

domenica 2 marzo 2008

Liste civiche regione Campania di Beppe Grillo

Liste civiche regione Campania di Beppe GrilloStamattina al mio risveglio cercavo un po di news in Tv, mi sono imbattuto in un dibattito mattutino di LA7 dove il tema era: “le nuove leve in politica”. erano invitati una serie di giovani, ed alcuni giornalisti che dovevano avere un ruolo provocatorio.

Uno dei giornalisti, un mio coetaneo (40enne), sottilineava un fatto che condivido pienamente da tempo (chi si è preso la briga di leggere qualche mio blog lo sa):
non ci sarà cambiamento in Italia se le nuove generazioni non sostituiranno, entrandoci in conflitto, ovviamente, quelle attualmente al potere (il reparto geriatrico).

Le “nuove proposte” vomitate dal sistema elettorale italiano, quindi dalle segreterie dei partiti, non sono altro che la cooptazione del vecchio sistema con il nuovo, cioè la perpetrazione dei principi che tengono insieme la nostra classe politica, che ben conoscete e sapete.
Quello è il rinnovamento che non ci piace, “pupazzetti” calati dall’alto con i loro filini ben tesi, pronti ad alzare la mano a comando, pronti a trasudare riconoscenza per la mano da cui si cibano e che gli ha dato quell’opportunità.

I giovani cooptati dal sistema non ci servono.
Servono i movimenti dal basso, che vanno organizzati, supportati con impegno e determinazione, che non hanno alcun legame con la casta, anzi hanno il preciso compito di smantellarla, come stiamo facendo da un po di tempo.

Negli ultimi mesi, abbiamo raggiunto risultati insperati, abbiamo ottenuto almeno che questa gente salvi le apparenze (nei programmi sono stato trasfusi i tre punti di grillo, in qualche modo), e questo significa che questa gente teme la piazza. Teme la piazza, anche perchè nel frattempo, la piazza ha cambiato la sua composizione, non è più quella del PCI, del PDS, dei DS, dell ulivo, della CGIL, che gli racconti due cazzate “socialiste” e li mandi a casa.
La piazza oggi non ha più le ideologie ottocentesche a tenerla insieme, ha invece un altro obiettivo (che la casta ha fortemente contribuito a creare):
LA DIFESA DELLA DEMOCRAZIA, la difesa dell’equità sociale, la difesa dei diritti dell’ndividuo, la difesa dai soprusi dai gruppi economici, bancari, insomma LA NORMALITA’ democratica.

Il nostro compito è quello di creare la nuova classe politica svincolata dal vecchio sistema, per questo bisogna passare dalle parole ai fatti….
Ho creato un nuovo meetup :
Beppe Grillo Meetup Liste civiche Regione Campania
dove passeremo dalle parole ai fatti. Non è semplice presentare liste di candidature, occorre un organizzazione e soprattutto, gente capace di passare dalle parole ai fatti.
Servono organizzatori di ogni centro, servono iscritti da tutte le città dela Campania..
Ecco il modo di passare ai fatti.

feliceiovino

venerdì 7 dicembre 2007

13 milioni di italiani vivono a contatto con il crimine organizzato

E' allarmante l'ultimo rapporto del Censis, l'istituto italiano di ricerca socioeconomica. Nel documento si legge infatti che 13 milioni di cittadini italiani, quasi tutti del Sud, sono a contatto con la criminalitá organizzata. In particolare, il 77 per cento degli abitanti di Sicilia, Puglia, Calabria e Campania vive in una societá soggetta all'influenza di Cosa Nostra, della Sacra Corona Unita, dell'ndrangheta o della Camorra (ancora piú grave la situazione delle province di Napoli, Agrigento, Caltanisetta, Trapani e Palermo, dove praticamente il 100 per cento dei cittadini deve fare i conti con la mafia).

Una piaga sociale che ovviamente si riflette anche sul piano economico. Secondo il Censis un imprenditore meridionale su tre è cosciente del fatto che lavora in una zona dove estorsioni e usura sono molto diffusi.

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